La psicologia nel web marketing

Dietro ad ogni scelta, c’è un emozione. Lo scriviamo spesso, come puoi notare nell’ultimo articolo che parla dei trend del web marketing 2017. Oltre all’emozione, però, ci sono delle specifiche chiavi psicologiche, che se toccate nella maniera corretta, possono favorire il risultato che abbiamo pianificato. Ne vediamo insieme 3, per poi proseguire il discorso in una seconda parte, ok? Cominciamo!

Ok, il prezzo è (quasi) giusto

Molto spesso, un errore che viene fatto è quello di non concentrarsi sull’incredibile vantaggio del prodotto che stiamo promuovendo. Viene dato per scontato che l’utente certe cose le sappia già, quando invece non è per niente così. Se ad esempio stiamo pubblicizzando un aspirapolvere rivoluzionario, che ha tantissime funzioni e occupa poco spazio, non possiamo semplicemente limitarci a dire il suo costo, ad esempio 500 CHF. Concentriamoci sul fatto che molti altri aspirapolveri hanno un prezzo che parte da 700 CHF. Continuiamo poi dicendo che il prezzo di base del nostro rivoluzionario prodotto è di 600 CHF e che solo per la prossima settimana, l’offerta speciale è di 500 CHF.

Bisogna sempre partire dal prezzo più alto, per poi gradualmente scendere. L’utente sarà contento, avrà visto diversi prezzi e si convincerà del fatto che l’ultimo, il più conveniente, è quello più giusto e indicato per il prodotto in questione.

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Il principio della scarsità

Una tecnica evergreen, utilizzata dai più grandi del mestiere, è proprio il principio della scarsità. Sapere che un prodotto super conveniente è disponibile solo per pochi giorni ad un determinato prezzo, fa automaticamente scattare in noi un bisogno irrefrenabile di acquisto. Il target in linea con il prodotto con cui stiamo facendo web marketing, non si farà di certo sfuggire un’offerta ad un buon prezzo, specie se viene avvisato in anticipo che la disponibilità è limitata o che il costo promozionale sta per scadere.

Avversione alla perdita

Piccolo test: preferireste pagare solo il 60% del valore di un oggetto o risparmiarne il 40%? Se avete risposto risparmiarne il 40%, siete tra la maggioranza delle persone che esercita l’avversione alla perdita. È meglio perdere meno soldi, risparmiando di più. Più è grande la percentuale del risparmio, più l’utente è portato a spendere.

L’avversione alla perdita è qualcosa di molto forte, che ci motiva nelle nostre azioni quotidiane. Se il copy che leggiamo ci fa pensare a noi stessi mentre utilizziamo l’oggetto promosso, a quanto male potremmo stare senza di esso, a quanti soldi e a quanto tempo potremmo perdere se non acquistiamo tale prodotto, allora il marketer ha fatto bingo.

Prova ad integrare una, due o tutte e tre queste tecniche di marketing nelle tue pubblicità: noterai delle differenze nel tuo lavoro di marketing, te lo assicuriamo!