Yelp e Google: le recensioni sbarcheranno nella SERP?

Gli eterni rivali Yelp e Google sotterreranno l’ascia di guerra in vista di un futuro sodalizio?
L’ipotesi potrebbe essere remota, ma a quanto pare è esattamente ciò che gli utenti desiderano. Lo dimostra una recentissima ricerca finanziata proprio da Yelp, che confermerebbe una volta per tutte le perplessità che aleggiano da anni intorno al modus operandi del motore di ricerca di Mountain View: Google altererebbe i risultati di ricerca per favorire i propri contenuti a discapito dei concorrenti. Un dubbio che chi si occupa di SEO e web marketing ha più o meno da sempre, ora confermato da un esperimento sociologico.

Benché la mission di Big G (che non manca di essere prontamente ribadita in ogni comunicato ufficiale) sia quella di fornire agli utenti le migliori pagine web possibili in relazione alle loro esigenze, pare che migliorare l’aspetto della SERP per restituire risultati più variegati non sia più di loro interesse.

Tim Wu

Tim Wu, professore di legge alla Colombia University, autore dello studio su Google

I ricercatori incaricati di condurre l’indagine (tra cui Tim Wu della Columbia University) hanno sottoposto a 2.690 utenti web due differenti versioni di Google: una mostrava loro i risultati relativi alle imprese locali come tutti li conosciamo, corredati di link alla scheda MyBusiness e recensioni lasciate su Google, mentre la seconda versione comprendeva anche recensioni e punteggi di siti concorrenti come Yelp.

I soggetti sottoposti all’esperimento hanno esternato un interesse del 45% maggiore verso la seconda versione, dimostrandosi più propensi a visitare un certo sito se Yelp ne indicava un buon punteggio – un segno, a detta dei ricercatori, che gli utenti del web 3.0 desiderano una sempre maggiore eterogeneit dei risultati.

Lo stesso Tim Wu ha affermato:

“L’idea di poter creare una versione migliore di Google così facilmente, solo includendo i punteggi dei concorrenti, è piuttosto sorprendente”

La ricerca potrebbe rivelarsi l’ennesimo monito per gli organi di governo a riaprire i numerosi dossier investigativi su Google, già accusato in passato di favorire ingiustamente i suoi servizi. Il professor Wu è da anni un paladino della neutralità della rete, termine da lui stesso coniato, e benché abbia difeso le policy di Google in passato ha accettato di condurre l’indagine dopo aver dato un’occhiata ai dati su Google raccolti internamente da Yelp.

Big G non ha tardato a rispondere con un comunicato ufficiale rilasciato alla fine di giugno:

“Questa per noi non è una novità: Yelp sta fornendo questo genere di dati alle autorità e chiedendo maggiore posizionamento nei risultati di ricerca da ben cinque anni. Questo ultimo studio si basa su una metodologia viziata che si concentra sui risultati di una manciata di query accuratamente selezionate. A Google ci concentriamo sul tentativo di fornire i migliori risultati per i nostri utenti.”

Alcuni esperti hanno anche contestato le conclusioni dell’esperimento: un grande numero di clic può essere segno di frustrazione e confusione più che di soddisfazione, come se gli utenti continuassero a rimbalzare tra Google e Yelp senza mai raccapezzarsi.

Danny Sullivan, fondatore di Search Engine Land, ha dichiarato:

“Nel complesso si tratta più di pubbliche relazioni che di scienze esatte. Tuttavia io credo che Google potrebbe facilmente includere collegamenti ad altri siti di recensioni, e che ne beneficerebbero sia i suoi utenti che i concorrenti.”

Rivalità e precedenti legali a parte, l’introduzione di altri servizi per realizzare una SERP più interattiva è da sempre uno degli obiettivi di Google. Yelp negli ultimi anni ha acquisito una brand autority non indifferente e vanta una community tra le più solide e attive della rete.
Un eventuale sodalizio tra i due servizi potrebbe rivelarsi davvero un’arma vincente sia per le imprese locali che per gli utenti? Restiamo a vedere cosa combineranno!